Cos'è davvero il Reiki? Molto più di una tecnica di guarigione
Se cerchi la parola "Reiki" su internet, probabilmente troverai definizioni che parlano di "pratica spirituale", "tecnica di guarigione energetica" o "imposizione delle mani". Tutte definizioni corrette, per carità. Ma se mi chiedi cos'è davvero il Reiki per me, nel Tempio Berkana, la risposta è molto più semplice e al tempo stesso molto più profonda.
Il Reiki è un ritorno a casa.
Spesso le persone si avvicinano al Reiki perché vogliono "guarire" qualcuno. Un figlio che sta male, un genitore anziano, un partner in difficoltà. C'è questo desiderio bellissimo e umano di voler togliere il dolore a chi amiamo. Ma il Primo Livello Reiki non serve a guarire gli altri. Serve a risvegliare te stesso.
Togliere la polvere dallo specchio
Immagina di avere in casa uno specchio antico, bellissimo, ma coperto da strati e strati di polvere. Non riesci più a rifletterti dentro. Quella polvere sono le nostre paure, i condizionamenti, le ferite non curate, le aspettative degli altri che abbiamo fatto nostre.
Ricevere l'attivazione al Primo Livello Reiki è come passare un panno umido su quello specchio. Non ti viene "aggiunto" nulla che tu non abbia già. L'energia vitale universale scorre già dentro di te, altrimenti non saresti vivo. Il Reiki semplicemente toglie gli ostacoli, pulisce i canali, ti permette di tornare a vedere la tua vera essenza.
È un processo di svelamento, non di apprendimento. Non devi imparare a far scorrere l'energia, devi solo ricordarti come si fa a non bloccarla.
Il corpo come strumento di ascolto
Durante il seminario di Primo Livello, la cosa più potente che accade non è l'apprendimento delle posizioni delle mani. Quella è la tecnica, ed è la parte più facile. La vera magia accade quando impariamo a fermarci.
Viviamo in un'epoca in cui siamo costantemente proiettati fuori da noi stessi. Reiki ci costringe a tornare dentro. Quando appoggi le mani sul tuo corpo per l'autotrattamento, stai compiendo un atto rivoluzionario: ti stai dando attenzione. Stai dicendo al tuo corpo: "Ti ascolto. Sono qui per te".
E il corpo, che è un tempio saggio e paziente, inizia a parlare. Sotto le tue mani potresti sentire calore, formicolio, a volte freddo, a volte nulla. Non importa. Quello che importa è la presenza. Iniziamo a sciogliere quei nodi che ci portiamo dietro da anni, non forzandoli, ma semplicemente illuminandoli con la nostra consapevolezza.
Non si cura, si accoglie
Una delle lezioni più difficili da interiorizzare per chi inizia il percorso Reiki è l'assenza di intenzione. Noi siamo abituati a fare le cose per ottenere un risultato. Prendo una medicina per far passare il mal di testa. Faccio un massaggio per sciogliere la contrattura.
Nel Reiki, non c'è intenzione di guarigione. L'operatore (o tu stesso, durante l'autotrattamento) è solo un canale. Un tubo vuoto attraverso cui l'energia fluisce e va esattamente dove c'è bisogno. Se metti le mani con l'intenzione di "far passare il dolore", stai usando la tua energia personale, la tua mente, il tuo ego. E ti stancherai.
Se invece metti le mani con l'intenzione di "essere presente e accogliere ciò che c'è", diventi un canale pulito. E la guarigione, se deve accadere, accade da sé. È un atto di profonda umiltà e di resa.
Il Primo Livello: un viaggio intimo
Ecco perché tengo i seminari di Primo Livello per gruppi molto piccoli, massimo sei persone. Perché non è un corso di formazione tecnica, è un viaggio intimo. È uno spazio protetto in cui possiamo permetterci di essere vulnerabili, di piangere se ne abbiamo bisogno, di condividere i nostri blocchi senza paura del giudizio.
Il 26 e 27 giugno terrò il prossimo seminario di Primo Livello ad Asti. Saranno due giorni di immersione totale, di silenzio, di ascolto e di risveglio.
Se senti che è arrivato il momento di togliere un po' di polvere dal tuo specchio, se senti il richiamo a tornare a casa nel tuo corpo, scrivimi. Ci sono ancora alcuni posti disponibili.
Siamo tutti in cammino. E a volte, per andare avanti, l'unica cosa da fare è fermarsi e appoggiarsi una mano sul cuore.